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mercoledì, Settembre 9, 2026

Questione di millimetri: come l’offset cambia la pedalata

arretramento reggisella offset
Il reggisella incide sulla nostra pedalata. Come scegliere quello giusto.
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C’è chi lo considera un semplice dettaglio e chi invece lo ritiene un punto chiave della propria posizione in sella. Il reggisella, nella sua apparente semplicità, può cambiare in modo profondo il modo di pedalare di un ciclista. Soprattutto quando si parla di offset, cioè l’arretramento del carrello rispetto all’asse del tubo sella.

Negli anni, il valore di questo arretramento è diventato sempre più materia di discussione. Esistono reggisella con offset zero, in cui il carrello è perfettamente allineato al tubo, e altri con arretramento di 15, 20 o anche 25 millimetri. La differenza non è solo geometrica: è biomeccanica, ciclistica e perfino sensoriale.

Un reggisella arretrato tende a spostare il baricentro del ciclista verso il posteriore, aprendo l’angolo tra busto e coscia e favorendo un gesto più rotondo e classico, in particolare per chi pedala molto seduto. Al contrario, un reggisella con offset zero o addirittura in avanti, come quelli scelti oggi da diversi professionisti, avvicina il corpo al movimento centrale, favorendo un’azione più aggressiva, da cronometro o da scalatore esplosivo. In pratica si pedala sopra i pedali anziché dietro.

Questa tendenza, che in molti casi accompagna l’uso di telai con geometrie sempre più compatte e angoli sella più verticali, riflette una certa evoluzione della posizione del ciclista moderno. Pogacar, Van der Poel o Evenepoel sono esempi emblematici di atleti che adottano configurazioni quasi neutre o avanzate, in cui la potenza viene sviluppata in spinta diretta e continua.

Le variabili

Ma è davvero una soluzione universale? Probabilmente no. La biomeccanica, come sempre, dipende dalla struttura del ciclista, dal tipo di pedalata e perfino dal tipo di bici: una gravel, una endurance o una aero da gara rispondono in modo diverso a uno stesso spostamento del punto d’appoggio.

C’è poi un’altra variabile spesso trascurata: la sensazione di equilibrio e di controllo. Spostare il peso anche di pochi millimetri cambia il modo in cui la bici si sente tra le mani. Chi passa da un offset da 25 mm a uno zero, ad esempio, può percepire l’anteriore più carico e reattivo, ma anche più nervoso.

Il risultato è che due ciclisti con la stessa bici e lo stesso reggisella possono trovarsi a pedalare in modo completamente diverso, solo per una diversa posizione in sella o distribuzione del peso.

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