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mercoledì, Febbraio 18, 2026

Mancato accordo tra FCI e ACSI: la Maratona dles Dolomites chiede chiarezza

ACSI
Un’immagine d’archivio della Maratona dles Dolomites.
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Non si accenna a placare la polemica tra la Federazione Ciclistica Italiana e l’ente di promozione sportiva ACSI. Questo anche dopo che la FCI, oggi pomeriggio, ha diramato un nuovo comunicato in cui si dice disposta a riattivare la reciprocità qualora l’Ente accetti di rispettare le regole stabilite nell’accordo di convenzione.
Noi abbiamo sentito a riguardo Claudio Canins, organizzatore dell’evento amatoriale più desiderato al mondo: la Maratona dles Dolomites di Corvara in Badia.

Claudio, come guarda la Maratona dles Dolomites questa querelle tra FCI e ACSI?

«La guardiamo con un po’ di preoccupazione, ma siamo anche fiduciosi che il buon senso alla fine prevarrà. È nell’interesse di tutti trovare una soluzione. Non voglio neanche pensare a una rottura».

Qual è l’orizzonte in caso di un mancato accordo?

«Ho paura che sarà una storia lunga e che a farne le spese saranno soprattutto i granfondisti. Inoltre questa rottura è venuta fuori in un momento in cui sta partendo la stagione del ciclocross e crea scompiglio anche in questi eventi. Adesso bisogna prima di tutto risolvere i problemi dell’immediato, cercando di autorizzare entrambi i tesserati alle gare. Poi si dovrà parlare con attenzione di futuro».

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Claudio Canins, organizzatore della Maratona dles Dolomites.

Perché FCI ha sospeso la convenzione con ACSI?

«Io credo che entrambe abbiano fatto molto per il ciclismo. ACSI negli ultimi anni ha dimostrato di saper lavorare bene con il movimento amatoriale, e questo le va riconosciuto. La Federazione Ciclistica Italiana, secondo me, non doveva cercare lo scontro, ma collaborare. Capire quali sono state le sue mancanze che hanno creato anche il fenomeno ACSI. Alla fine, è spiacevole dirlo, il motivo è sempre economico».

Il comunicato FCI suonava un po’ come una diffida ad ACSI a organizzare eventi. Ma può FCI vietare un evento ACSI?

«Questo sinceramente non lo so. ACSI è un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI e non credo che si possa bloccare una manifestazione organizzata sotto la sua egida. La sospensione della Convenzione tra Federazione e EPS ha però conseguenze importanti per i tesserati. La soluzione immediata per gli atleti è la tessera giornaliera, che è un ulteriore costo per l’iscrizione alla gara. Ed è un’arma a doppio taglio, perché se ricade sui ciclisti li allontanerà ancora di più dal movimento».

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Tutto rientra nel discorso economico di prima?

«Esatto. La Federazione e gli Enti devono pensare a far quadrare i conti del bilancio, poi però i ciclisti dovranno fare le loro scelte con le finanze a disposizione. Se la tessera giornaliera è raddoppiata, da 10 a 20 euro, doverla sottoscrivere ogni volta per partecipare è un costo che non so quanti accetterebbero. Tra l’altro bisognerebbe chiedersi se questa tessera giornaliera sia davvero necessaria in certi casi…».

In che senso?

«La tessera giornaliera, in sostanza, è un’assicurazione giornaliera che sottoscrive un non tesserato della Federciclismo per partecipare a un evento FCI. Ma in molti casi la copertura assicurativa, infortuni e responsabilità civile, il ciclista ce l’ha già con una polizza privata. Qui però entriamo in un discorso molto più ampio. Nell’immediato ci sono conseguenze più importanti da evitare».

Quali?

«Bisogna evitare che gli appassionati si allontanino sempre di più dal ciclismo amatoriale. Perché le corse più importanti rischieranno di perdere appeal, ma a rischiare di più saranno soprattutto tantissime corse “piccole”, che già facevano i salti mortali per andare avanti. Diciamo sempre che prima o poi arriverà un ricambio generazionale, ma questa è la strada sbagliata per agevolarlo».

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Dal 2026 la Maratona è un evento “affiliato e promosso” da FCI e ACSI: per quale motivo?

«La Maratona resta anche nel 2026 un evento a tutti gli effetti organizzato sotto l’egida FCI. Ma, come detto, ACSI ha dimostrato di lavorare molto bene in questi ultimi anni. Per questo abbiamo deciso di premiare una realtà che si è ben mossa nel nostro ambiente e ci ha sempre dimostrato stima. Sarà un qualcosa in più anche per noi».

Il problema, nonostante il segnale di distensione lanciato oggi da Federciclismo, non sembra di facile risoluzione. Quella con ACSI è soltanto l’ennesima vicenda tra la FCI e gli enti di promozione sportiva: una guerra interna che ha radici lontane, dai tempi dell’UDACE, e che rientra nelle questioni di politica sportiva e di gestione delle gare. Il successo delle Gran Fondo ha contribuito anche alla crescita degli Enti di Promozione Sportiva, che nel tempo hanno pian piano oscurato la posizione della Federazione. Quest’ultima ha preso atto della situazione e negli ultimi anni ha cercato la via della collaborazione.
La speranza è che accada anche per il 2026.

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