21.7 C
Rome
venerdì, Maggio 22, 2026

Rottura tra FCI e ACSI: cosa cambia per gli organizzatori? L’opinione di Tazio Palvarini

Zero Wind Show
Uno scatto della Colnago Cycling.
Reading Time: 2 minutes

Da due giorni tiene banco il mancato rinnovo dell’accordo tra la FCI (Federazione Ciclistica Italiana) e l’ACSI (qui il sito ufficiale). La sospensione degli accordi di reciprocità tra i due enti (leggi qui la notizia) ha gettato nel caos il movimento amatoriale, soprattutto perché questo è il periodo in cui, tradizionalmente, inizia la campagna tesseramenti per i team.

Come spesso accade, a guardare dal finestrino e a sperare in una soluzione pacifica tra istituzioni e enti di promozione sportiva ci sono gli amatori, che rischiano di essere i primi a pagare le conseguenze, anche in termini economici, di un mancato accordo.

Ci siamo quindi chiesti: in assenza di un’intesa, come cambierà il panorama del ciclismo amatoriale? Le gare ACSI si disputeranno regolarmente? E quali saranno i risvolti per gli organizzatori? Lo abbiamo chiesto a Tazio Palvarini, organizzatore della Colnago Cycling e del circuito Zero Wind Show.

Tazio, in mancanza di un accordo tra FCI e ACSI, cosa cambia per un organizzatore? Sareste obbligati a organizzare sotto egida FCI?
«Io credo che sicuramente si arriverà a un accordo. Noi organizzatori siamo tutti coesi, pronti ad intervenire».

I costi aumenterebbero?
«Potrebbe verificarsi, ma non credo sia quello il problema. FCI ha sempre visto l’organizzatore come una realtà da tassare senza dare servizi».

ACSI è famosa per collaborare con le organizzazioni. Avreste le stesse garanzie da FCI?
«Sarà obbligata a strutturarsi e dare servizi, e a mettere vera competenza come ha fatto ACSI negli ultimi 10 anni, perché oggi noi organizzatori e società sportive siamo coalizzati».

Questo problema potrebbe produrre un effetto di aumento dei prezzi a cascata che si rifletterebbe sui partecipanti?
«Penso che sia soprattutto un problema di professionalità. Oggi abbiamo bisogno di una FCI che conosca e si cali nel nostro ambiente, che si confronti con noi, che dia servizi all’avanguardia».

Questa misura non rischia di creare ancor più distacco tra i ciclisti e le Gran Fondo?
«Gli appassionati conoscono le realtà dove c’è il motore della “passione”. Alla fine, questo episodio ha fatto emergere il malessere che c’e nel movimento nei confronti della Federazione».

Tante piccole organizzazioni si affidavano ad ACSI anche per i minori costi. Non si rischia di vedere diminuire anche gli eventi?
«Potrebbe verificarsi. Ma la ragione non è da legare ai costi, tutt’altro. Se la FCI non cambia atteggiamento, tanti piccoli organizzatori mossi dalla passione, se tassati solamente, non ascoltati e aiutati, potrebbero abbandonare».

Il problema però, aggiungiamo noi, non è legato soltanto alle Gran Fondo amatoriali, ma anche a tutte le altre manifestazioni. Sta per iniziare anche la stagione del ciclocross e come si comporteranno gli organizzatori di questi eventi? Da parte nostra, speriamo in una rapida soluzione della situazione, perché il rischio più grande è che il ciclismo amatoriale perda appeal come sport.

chiudi

PROMOZIONE SPECIALE A QCT.IT
SITO SENZA LIMITI DA 3.99 €
ABBONAMENTO A UN MESE, SEI MESI O UN ANNO ABBONATI ORA