Tra le tante funzioni presenti nei ciclocomputer moderni ce n’è una tanto semplice quanto spesso dimenticata: il lap. È un’opzione disponibile praticamente su tutti i dispositivi, anche su quelli più essenziali, ma che in realtà può fare la differenza nell’allenamento e nella gestione della gara. Non è un caso se i professionisti la utilizzano di continuo, soprattutto quando affrontano salite lunghe o lavori specifici.
Cos’è un lap e a cosa serve
Il concetto è elementare: con la pressione di un tasto si isola una porzione dell’attività, che si tratti di una salita, di una ripetuta o di un giro di circuito, e la si analizza separatamente dal resto della pedalata. Questo permette di avere dati puliti e immediati, senza la dispersione che inevitabilmente si crea osservando solo le medie dell’intera uscita. Un ciclista che usa i lap può controllare in tempo reale potenza, cadenza, frequenza cardiaca e tempo trascorso in quel tratto preciso, e al termine dell’allenamento può confrontare con facilità salite simili o ripetizioni svolte nella stessa sessione.
E’utile nell’allenamento
La praticità sta nel fatto che molti ciclocomputer consentono di costruire schermate dedicate: appena si attiva un lap, sul display compaiono i valori più importanti, aggiornati istante per istante. In questo modo l’atleta sa subito se sta rispettando le zone di lavoro previste o se deve correggere l’intensità, evitando di affidarsi soltanto alle sensazioni. La gestione dello sforzo diventa così molto più razionale, soprattutto in quelle uscite che prevedono segmenti ben definiti di lavoro.
Un alleato anche in gara
Il lap, però, non è utile solo in allenamento. In gara, per esempio, è frequente osservare i professionisti premere il pulsante all’inizio di una salita o immediatamente prima di un cambio di ritmo. Dividere l’ascesa in più lap consente di tenere sotto controllo la distribuzione dello sforzo e di affrontarla con maggiore lucidità. Anche un semplice dato come la potenza media su cinque o dieci minuti può diventare determinante per capire se si sta procedendo troppo forte o troppo piano, e per gestire eventuali accelerazioni senza andare fuori giri.
Perché usarlo
Questa funzione non richiede particolari competenze né impostazioni complicate. È uno strumento alla portata di tutti, non solo di chi corre a livello agonistico. Un amatore che ripete spesso la stessa salita può usarla per confrontare i propri tempi, chi fa ripetute strutturate può monitorarle in modo accurato, e chi semplicemente vuole dare un significato più concreto ai propri dati può isolare i momenti chiave della pedalata.














