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giovedì, Settembre 10, 2026

Acsi e Italian Bike Festival: otto anni di intese e idee innovative

IBF
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È ancora vivo il successo dell’ultimo Italian Bike Festival, evento realizzato da Movestro e affiancato da Acsi fin dalla sua prima edizione. La fiera italiana della bicicletta, al Misano World Circuit, ha totalizzato oltre 63.000 presenze (lo scorso anno furono 57.000). Più di seicento gli espositori e tantissimi ospiti.

Mille persone sono arrivate in bici grazie al bike parking gratuito. Grande successo anche per il nuovo format de La Gialla Cycling, da quest’anno social ride, e per la sua Gialla Family, che ha richiamato centinaia di famiglie valorizzando il territorio di Misano.

E allora, proprio con il presidente di Acsi Ciclismo, Emiliano Borgna, abbiamo parlato di IBF, analizzando i punti di forza e i possibili sviluppi futuri della fiera.

Emiliano, Italian Bike Festival è cresciuto con voi…

«Praticamente sì. Siamo con loro dal primo anno e lo abbiamo visto crescere pian piano. Il primo contatto con l’organizzazione l’ho avuto appena uscita la notizia di Italian Bike Festival. Al primo incontro con l’organizzazione, in ufficio c’è stata subito sintonia».

Quattro anni a Rimini, poi Misano. Ma anche a Rimini ha dato subito l’idea di un movimento nuovo?

«Sì, esatto. A Rimini era molto bello perché coinvolgeva anche un’utenza che non era solo appassionata di ciclismo. Ma la logistica contava. Con la crescita del numero delle aziende si è reso necessario trovare un’altra soluzione».

Acsi
Il presidente di Acsi ciclismo, Emiliano Borgna.

Voi di Acsi siete esperti di autodromi. Con il Suzuki Bike Day avete scoperto Imola e quest’anno Monza.

«Lo spazio offerto dall’autodromo, in questo senso, è perfetto. Mette in comunicazione ciclisti e automobilisti. Lo spazio che offre è davvero il massimo. E poi accoglie tutti: ciclisti, gravellisti, tifosi, semplici appassionati…».

La sua forza è proprio quella di essere un evento popolare?

«Esatto, è un evento inclusivo che vuole coinvolgere tutti. E poi ci sono tanti eventi collaterali, l’area talk che ha trattato tanti argomenti. Sono stati tutti coinvolti. È quello che la gente cerca anche negli eventi: il divertimento. Ho visto tante famiglie, tantissimi bambini. So che la festa, dopo la chiusura ufficiale di IBF, è andata avanti ancora per molto all’autodromo. E la festa è sempre la chiave di tutto».

La festa ha ispirato anche il cambiamento de La Gialla, che era partita agonistica e poi è diventata cicloturistica?

«In quel caso è stata la sicurezza a fare da riferimento. I numeri erano buoni, con oltre 700 ciclisti iscritti. La Gialla è nata come prova agonistica pura, poi ci sono stati i tratti cronometrati. Ma la gente tende sempre a esagerare in corsa. Così hanno pensato alla cicloturistica. Per questo poi la partenza avviene prima dell’apertura dell’Italian Bike Festival».

C’è stata però tanta partecipazione alla Family…

«La Family è stata un grande successo, hanno partecipato tantissime persone. Però devo dire che il format de La Gialla è molto divertente. C’erano dei ristori particolari: il primo a Montegridolfo, con un gruppo musicale che suonava in costumi d’epoca; poi un secondo con prodotti tipici; infine si poteva rientrare».

La forza è anche il fatto di tenere l’evento gratuito?

«Sì, questo rende l’evento accessibile a tutti. Prima, per partecipare a una fiera, si pagava il biglietto e costava anche molto. Con un evento all’aperto, con tutti i rischi del caso , pensiamo alla pioggia, si riescono ad abbattere i costi e incentivare la partecipazione. E tutti i grandi brand erano presenti. È un buon segno».

L’Italian Bike Festival è un evento in continua crescita.

Adesso è la fiera di riferimento in Europa?

«Credo proprio di sì. Ormai è un punto di riferimento. Magari non si trovano più le novità del mercato, che vengono presentate durante l’anno, ma è un appuntamento a cui non mancare».

Come si può migliorare un evento come IBF?

«Cercando di coinvolgere aziende extrasettore, forse. O magari con un’apertura ulteriore al mondo del sociale e della disabilità, o dell’ecomobilità. È difficile migliorare un evento che funziona così bene».

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