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giovedì, Settembre 10, 2026
Chianti Classico - La Gallo Nero

Alta gamma, unica e bellissima. Ma quanto mi costi?

Costi della gamma luxury
I prezzi dell'alta gamma crescono ancora. Vediamo quali sono le cause...
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C’è un modo di dire molto in voga: «Costa quanto un’automobile». I costi delle bici di gamma “luxury” sono oltre la portata della stragrande maggioranza dei ciclisti. Eppure si vendono, in un contesto fatto di tecnologie complesse e onerose, aziende alle prese con revisioni dei costi anche profonde, inflazione e tutto ciò che rende il mercato ancora convalescente…


Ci saranno tagli abbastanza consistenti sul Fondo Automotive per il 2025. Per capirci meglio, parliamo degli incentivi sulla rottamazione e acquisto di auto nuove meno inquinanti. E’ quanto promette la Manovra Finanziaria, con sforbiciate in termini di risorse impiegate che se non altro una cosa potrebbero sistemarla, l’ossimoro che perdura da qualche anno.
A meno di prendere in considerazione city car o super utilitarie, e considerato che l’aria che tira è che non ci saranno sconti statali, saranno molte meno le biciclette da corsa che “franco concessionario” costeranno più delle automobili. Ma occhio che ce ne saranno comunque…
Goliardia a parte, l’altissima gamma, quella da 10.000 euro e oltre, fa sbocciare tanti bei sogni al ciclista appassionato, ma pone anche dei grandi interrogativi. Si è arrivati definitivamente a considerare una bicicletta da corsa alla stregua di un bene di lusso?

Questione di costi

Lo scorso anno, in estate, affrontammo lo stesso problema cercando di capire per quale motivo le biciclette al vertice dei cataloghi costassero così tanto poi al pubblico. E procedendo con l’inchiesta scoprimmo quello che in verità appariva in fondo evidente.
Rispetto a un decennio fa ma anche oltre, progettare una bici oggi richiama tutta una serie di implicazioni aerodinamiche e ingegneristiche. Dunque è affare complesso. Il livello richiesto è salito: per avere un telaio che pesi 700 grammi o giù di lì (e che sia anche resistente ed efficiente a livello di watt risparmiati sull’attrito) innanzitutto serve tempo. Calcolato in almeno due-tre anni, che nel mondo industriale sono un lasso molto consistente.

Perché dobbiamo parlare apertamente e senza remora alcuna di processi industriali, che quindi richiedono una ingegnerizzazione dei materiali di altissimo livello e uno staff dedicato alla ricerca e sviluppo.
Sessioni in galleria del vento, simulazioni computerizzate, realizzazione di prototipi. Solo per passare dal foglio bianco al via della produzione effettiva si impegnano budget importanti, sicuramente a sei zeri ma anche oltre. Un bel salto in avanti rispetto alla dimensione quasi “artigianale” ma comunque al massimo da “media impresa” che poteva essere quella di un’azienda produttrice di bici due decenni fa.
Azienda che poi deve affrontare costi difficilmente calcolabili e frazionabili dall’esterno, ma dall’interno sì, e vanno poi necessariamente recuperati. Ma come?

La lavorazione artigianale del “su misura” incide molto sul prezzo finale del prodotto

Le versioni “base”

Aggiungete poi a tutto quanto detto sopra i costi della produzione effettiva e del trasporto, visto che per i brand maggiormente diffusi la realizzazione avviene nella quasi totalità dei casi in oriente.
Poi negli ultimi tempi si è assistito anche ad altri aumenti, per i motivi più vari e iniziando dalle tensioni internazionali e dalle ricadute sui prezzi delle materie prime energetiche. Hanno coinvolto tutte le categorie merceologiche, conseguentemente anche quelle della filiera bici. Prezzi più alti non solo per i telai, ma anche per componenti, accessori, e in generale tutto quello che va a completare e permette la commercializzazione di un mezzo pronto per essere pedalato.

I numeri di vendita delle biciclette di alta gamma da soli evidentemente non possono coprire tutte queste spese. Ed ecco allora che nascono le cosiddette versioni “base” di un top. Si utilizza la stessa piattaforma progettuale e produttiva, ma utilizzando materiali meno complessi e con tempi di lavorazione meno dispendiosi. Quindi meno costi per produrre un telaio.
Il risultato è comunque ampiamente soddisfacente per la stragrande maggioranza dei ciclisti in circolazione, così da far nascere le varie offerte che con allestimenti mirati arrivano a coprire una fascia di prezzo che va dai 3.000 ai 7.000 euro. Quella notoriamente inquadrata come il “cuore” del mercato della bici da corsa performante.

I fattori esterni

Paradossalmente, e anticipando qualcosa che leggerete nelle prossime pagine, l’altissima gamma (che abbiamo definito come “luxury”) in Italia non starebbe soffrendo poi tanto. Sicuramente meno di quanto ci si potesse aspettare. Si fa infatti un gran parlare di mercato in crisi, di overstock e di brand in difficoltà costretti a razionalizzare i costi ed anche a chiudere filiali nazionali, ma a sentire aziende e negozianti le bici di quella tipologia si vendono comunque ed entro i target stabiliti. E dire che nel nostro Paese, dopo anni di calma, il 2022 ha fatto registrare un tasso di inflazione medio sopra l’8 per cento, e vicino al 6 per cento nel 2023 pur calmierato da misure specifiche a fronteggiare i rincari energetici. I costi salgono, i prezzi anche: sostanzialmente dov’è che andremo a finire?
Partendo dall’idea di spiegare perché ci sono prezzi che percepiamo così alti, andiamo a vivisezionare nel profondo il panorama attuale. Perché cambiano sì le bici, ma stanno cambiando anche i ciclisti e con essi il mercato.

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