
Le rotatorie rappresentano uno dei punti più critici della viabilità per chi si muove in bicicletta. E sono spesso luoghi in cui si verificano gravi incidenti, anche mortali, ai danni di ciclisti. Nell’autunno del 2022 Davide Rebellin fu travolto e ucciso dal conducente di un Tir proprio in corrispondenza di una rotonda nel Vicentino. Le rotonde hanno generalmente aumentato la sicurezza stradale, ma non per tutti gli utenti. Secondo una recente ricerca, in oltre il 40 per cento degli incidenti verificatisi negli ultimi cinque anni nelle rotatorie è stata coinvolta una bicicletta o un’e-bike. E in meno della metà dei casi sono stati i ciclisti i principali responsabili dell’incidente..
Per aumentare la sicurezza per i veicoli a due ruote è fondamentale progettare accuratamente ogni rotatoria. All’estero, soprattutto nei Paesi in cui è radicata la cultura per l’uso della bicicletta, si sta correndo ai ripari con la realizzazione di rotonde appositamente progettate per costringere i veicoli motorizzati ad affrontarle a velocità ridotte. Frenando prima di entrarvi, e per dare continuità alle piste ciclabili già esistenti.
Gli incidenti più frequenti consistono nel conducente dell’automezzo che entra nella rotonda e investe il ciclista. Questo è già all’interno e nell’automobilista che per uscire dalla rotonda travolge il ciclista che sta continuando a pedalare nel perimetro esterno della rotatoria. il codice della strada vieta il sorpasso, qualsiasi sorpasso, nelle rotatorie a singola corsia di scorrimento. Mal momento che la bici occupa poco spazio, l’automobilista ne approfitta spesso per superarla. Anche all’interno del perimetro, con gravi rischi per l’incolumità del ciclista.

Occorre allora intervenire innanzitutto sul diametro dell’isola centrale e sull’angolo di entrata della rotonda. Per evitare che i ciclisti vengano sorpassati nella rotatoria, la carreggiata dev’essere quanto più stretta possibile.
Una rotatoria che tutela maggiormente chi pedala
In molti casi la soluzione migliore è la realizzazione di una rotatoria all’olandese, un tipo di carrefour che incorpora una pista ciclabile attorno al suo perimetro per garantire la sicurezza dei ciclisti. Come in tutte le rotonde, viene data priorità a quelle sul perimetro esterno, che nelle rotatorie olandesi sono destinate alle biciclette. Poiché i rondò sono i luoghi in cui sono più frequenti gli incidenti che coinvolgono i ciclisti, questa progettazione consente una maggiore sicurezza e favorisce, in più, un flusso di traffico più tranquillo. Oltre che nei Paesi Bassi si stanno realizzando rotatorie olandesi anche in Francia (Lille, Rennes, Brest, Clermont Ferrand) e nel Regno Unito (Cambridge, Sheffield, ecc) .
La rotatoria si compone di tre zone distinte separate da segnaletica colorata a terra, una propria segnaletica, con uno spazio a doppio senso dedicato ai ciclisti, un altro ai pedoni e un terzo, al centro, per gli automezzi. Il principio è quello di separare visivamente e fisicamente la pista ciclabile dal resto della strada per garantirne la sicurezza. In molti casi le due corsie sono nettamente separate da una linea verde. I ciclisti hanno la precedenza in ingresso, ma senza incidere sulla capacità di traffico delle automobili.
La precedenza ai ciclisti che sono nella corsia dedicata
Le rotatorie in stile olandese funzionano così: l’autoveicolo che entra o esce da una rotonda di questo tipo deve dare la precedenza a qualunque bicicletta si trovi su quel tratto. Non viene applicata insomma la regola generale del diritto di precedenza a destra, ma vige un tipo di precedenza a favore di pedoni e ciclisti.
Sul perimetro esterno della rotonda c’è una pista ciclabile con attraversamenti in corrispondenza dei quali gli automezzi si fermano. La corsia di immissione nella rotatoria per i mezzi motorizzati è di dimensioni limitate per ridurre le alte velocità ed anche l’interno ha spazi ridotti. Solo quelli essenziali per le manovre degli automezzi pesanti (bus e camion).









