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giovedì, Settembre 10, 2026
Gran Fondo Tre Valli Varesine

Matt e Joe ci raccontano la loro LaStelvioSantini

LaStelvioSantini
Joe Saverino è stato uno dei 926 stranieri presenti alla LaStelvioSantini 2024
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Sono diverse le Gran Fondo italiane che fin dalla loro nascita hanno avuto un grande riscontro sia in Italia, quanto all’estero. Una di queste è la LaStelvioSantini che, nella sua 12ª edizione andata in scena la scorso 2 giugno, ha fatto registrare il 63% di partecipanti stranieri (ben 926 su 1422 iscritti). Per capire cosa spinge tutti questi ciclisti fuori confine nel prendere parte alla corsa lombarda abbiamo deciso di chiederlo proprio ai diretti interessati.

«Io corro in bici da quando ho 16 anni, in quanto è una passione che mi ha tramandato mio nonno. Ma vengo da una regione molto piatta, dove il paesaggio è prettamente pianeggiante e non ci sono montagne. Quindi poter pedalare in Italia dove è pieno di salite dure e suggestive da scalare è sogno per me», ci ha rivelato Matt Tognini, 54enne australiano nativo di Perth (capitale dell’Australia occidentale), ma con chiare origini italiane. «Inoltre, mio padre è nato qui in Valtellina e io è dal 1999 che vengo quasi tutti gli anni in queste zone per le vacanze estive».

Nonostante sia un’amante della bici e del nostro Paese, quella di quest’anno era la prima partecipazione per Matt alla LaStelvioSantini: «Non avevo mai preso parte a questa gara. Ma quest’anno mi trovavo a Bormio proprio nel periodo giusto e quindi ne ho approfittato. In passato ho fatto diverse gare qui in Italia come: la Sportful, due volte la Maratona delle Dolomiti, la Alé Merckx e tante altre. Io cerco sempre un evento a cui partecipare quando vengo in Italia e quest’anno ho voluto provare questa manifestazione».

LaStelvioSantini
Matt Tognini in cima al Mortirolo

La Gran Fondo organizzata dalla US Bormiese è particolarmente piaciuta al ragioniere australiano, il quale ha continuato dicendo: «LaStelvioSantini è una corsa fantastica e un evento ben organizzato. Purtroppo la mia condizione non mi ha permesso di correrla dando tutto quello che avevo. Quindi l’ho presa come un’occasione per fare una pedalata intorno a dei paesaggi magnifici. Inoltre, Bormio è una bella città da visitare, con molte attrattive e le persone del posto sono davvero ospitali e divertenti. Infatti, mi sono fermato lì un paio di settimane».

Tre sono i punti forti secondo Matt della LaStelvioSantini: «Le postazioni per il rifornimento e per il ristoro sono molto buone, le montagne sono bellissime, soprattutto se non vai veloce e puoi goderti i fantastici panorami che offre la zona, e l’atmosfera che si respira per tutta la durata dell’evento. A me piace molto pedalare e allo stesso tempo chiacchierare con persone diverse lungo la strada e questa una bella opportunità».

LaStelvioSantini
Joe lungo le strade della LaStelvioSantini

A differenza di Matt, Joe ha varie passioni. Fin da giovane ha praticato molti sport: calcio, hockey, pallanuoto e lacrosse. Ma alla fine anche per lui ha vinto l’amore per il ciclismo: «Una volta superata l’età agonistica ho deciso di dedicarmi in tutto e per tutto al ciclismo. Io sono un’amante del Giro d’Italia, è la mia corsa preferita. Quindi poter correre su queste salite è veramente suggestivo per me. Poi io sono un grande fan dello “Squalo” Vincenzo Nibali e l’Italia è un po’ la mia seconda casa».

Il 60enne newyorkese è un fedelissimo della LaStelvoSantini, che frequenta fin dalla sua prima edizione: «Il primo anno che andato a Bormio era anche il primo anno nel quale si svolgeva la corsa. Anche se io in quell’occasione non ho preso parte alla gran fondo, ma l’ho solo vissuta da spettatore. Dall’edizione successiva, invece, sono sempre stato presente per correrla. Ho saltato solo l’anno del Covid e la passata stagione a causa di un problema di famiglia».

Joe Saverino in mezzo alla neve in una passata edizione della LaStelvioSantini

Joe individua nei ristori e nell’atmosfera i punti di forza della manifestazione: «La corsa è veramente molto bella e ben organizzata. Ma se devo dire una cosa che ogni anno mi sorprende di più sono i punti ristori. Chi ci lavora è molto amiche e il cibo è eccellente. Poi è inutile dire che il paesaggio è strepitoso, d’altronde correre in montagna con la neve intorno ha sempre il suo fascino».

Le chiare origini italiane di Joe, suo papà è nato in Sicilia, gli hanno permesso di venire spesso in Italia e di poter vivere diverse corse sul nostro territorio italiano: «Questa è stata la tredicesima vacanza a Bormio, ma devo dire che nel corso del tempo ho viste tutte le principali città italiane: Roma, Milano, Firenze… e ho corso gran parte della Gran Fondo. Quest’anno, ad esempio, ero già venuto per la disputare le Strade Bianche».

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