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lunedì, Settembre 28, 2026
Montefeltro

La magica notte al Passo dello Stelvio. Pfeifer: «Arrivederci al 2025. Festeggeremo i 200 anni della strada»

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Sono 120 i cicloturisti che hanno partecipato alla speciale scalata del Passo dello Stelvio in notturna. Questo nuovo evento, ideato dall’Associazione turistica di Prato allo Stelvio, sotto la regia del suo coordinatore, Peter Pfeifer, ha portato tanti appassionati da Trafoi ai 2.758 metri del leggendario valico alpino attraverso i famosi 48 tornanti del versante altoatesino, più volte affrontati dal Giro d’Italia, spesso decisivi. Scalarlo con i veicoli motorizzati, in bici, a piedi e con qualsiasi altro mezzo, di giorno è sempre affascinante ma anche complicato, perché nella bella stagione la storica strada è presa d’assalto da tantissimi turisti e d’inverno è logicamente inaccessibile. Avere scalato lo Stelvio di notte è una magia che in pochi potranno custodire nella propria memoria, almeno sino alla prossima edizione, che si svolgerà tra due anni, quando tra l’altro si festeggerà il 200° anniversario della costruzione della strada dello Stelvio, considerata tra le più belle al mondo. E’ un’esperienza che dà modo di vivere il fascino di una montagna che toglie il respiro, anche perché pure d’estate in quota l’aria è particolarmente frizzante e il meteo è imprevedibile e può capitare di trovarsi tra qualche fiocco di neve anche nei mesi più caldi.

La prima edizione della Stelvio Stilfserjoch Night, Light & Food, con i 48 tornanti chiusi al traffico motorizzato e per gran parte illuminati, abbinati ad un tour gastronomico con prodotti tipici, verrà ricordata a lungo dai 120 partecipanti.  Inizialmente prevista per venerdì 30 giugno, la manifestazione è stata spostata in extremis a sabato notte alla luce delle previsioni meteo che davano precipitazioni copiose. Partenza alla francese, nessun cronometro, nessuna classifica, solo la voglia di esserci e di sfidare Re Stelvio. Lo start di Trafoi, presso l’Hotel Bellavista del campionissimo dello sci Gustav Thöni, è stato caratterizzato dal primo ristoro, una specie di “carboload” ma con prelibatezze da gustare in uno splendido giardino col barbecue e il gigantesco Ortles a fare da sfondo con la cima imbiancata. Strada chiusa alle ore 20 e via in sella. Non solo. Oltre che alle biciclette di ogni tipo (da strada, mountain bike, gravel, pieghevoli, elettriche), l’evento era riservato anche ai podisti ad agli skiroll.

«Durante il giorno è un problema proporre eventi sullo Stelvio e prevedere la chiusura delle strade, è per questo che ho pensato alla notte – rivela Peter Pfeifer –. Siamo partiti dall’idea di organizzare un evento non competitivo che abbinasse il gusto e lo sport, un mix nella natura e nel silenzio dello Stelvio. La manifestazione potrebbe decollare e diventare un appuntamento da grandi numeri, ma dobbiamo valutare se è il caso di mantenerlo a livello familiare, riservato a pochi, o riservarlo anche alle grandi masse di appassionati».

Una salita affrontata senza fretta, l’unico impegno era non abbuffarsi troppo, cosa non facile ai ristori, ben quattro più quello finale. Il primo era collocato proprio alla partenza e offriva i Tres Fontes, invitanti finger food tirolesi. Quello successivo si trovava 4 chilometri dopo, presso la locanda “Zum Weissen Knott”, con la vista panoramica sui ghiacciai dell’Ortles e del Medaccio. Lì i partecipanti potevano gustare una scodella di Knifferlinge (canederli con finferli) e la sosta coincideva per ognuno con il ritiro della torcia del pacco gara. Poco dopo, mentre il buio stava ammantando le pendici dello Stelvio, gli organizzatori accendevano i 132 fari led, che illuminavano gli ultimi 7 chilometri del percorso. Un vero spettacolo di luci e di colori, conditi dal sudore e dall’entusiasmodei partecipanti. Va detto che in questa prima edizione l’organizzazione ha un po’ pagato  lo scotto del debutto, con qualche faro troppo abbagliante che ha infastidito i partecipanti, ma Peter Pfeifer ha già preso nota del problema, che per il 2025 sarà certamente risolto.

Prima di proseguire l’arrampicata, però, era prevista una sosta presso lo storico Albergo Franzenshöhe, dov’era offerta a tutti una ghiotta e calda zuppa di vino (vegetariana) con piccoli assaggi. Con l’occasione i partecipanti hanno potuto ritirare e indossare l’originale T-shirt dell’evento, autentico trofeo da finisher della Stelvio Stilfserjoch Night, Light & Food. Poi via verso l’ultimo ardito gradone a tornanti che portava al valico. Mentre la fatica si faceva sentire e i respiri diventavano più corti, qualche gocciolina mista a neve cominciava a scendere sulla strada. E’ questo lo Stelvio, così immenso ma così bizzoso. Al tornante 10 ultima sosta intermedia. Mentre la musica allietava ciclisti e podisti, piatti di verdure fritte erano serviti dai giovani del Greiterhaus (agricoltura biologica di Oris vicino a Prato allo Stelvio), con la possibilità di gustare l’originale  brulè di succo di mela e di dissetarsi con giganteschi boccali di birra. Ultimo strappo verso la cima, con il nevischio che si faceva sempre più intenso e con il termometro che scendeva addirittura vicino allo zero mettendo alla prova gli impavidi concorrenti. Il freddo veniva però presto debellato al ristoro finale della Locanda Tibet, a suon di polenta e spezzatino di cervo accompagnati da cavolo rosso, polenta con ratatouille di verdure, tanta musica con chitarra e fisarmonica. Il ristoro era ufficialmente aperto fino alle 2, ma la festa è proseguita fino alle 4 di notte. E prima di affrontare la discesa per tornare alla base, in bici oppure con i bus-navetta, la consapevolezza di essere entrati nella leggenda di un evento speciale e “green”, dove la plastica era bandita e i fari caricati con energia rinnovabile e senza disturbare le marmotte e gli altri animali selvatici, Una bella esperienza, sicuramente da ripetere. Appuntamento nel 2025.

Ovviamente soddisfatto a fine evento Peter Pfeifer: «L’idea mi è venuta un anno e mezzo fa, ho valutato che durante il giorno abbiamo sempre problemi per proporre eventi sullo Stelvio vista la necessaria chiusura strade, allora ho pensato alla notte. Non ci sono problemi di chiusura durante la notte e la gente che lavora non si trova in difficoltà a raggiungere lo Stelvio. L’idea era di organizzare un evento non competitivo, che abbinasse il gusto e lo sport, quindi la bici e la camminata, insomma un mix nella natura e nel silenzio dello Stelvio. Questo potrebbe diventare un appuntamento da grandi numeri, ma dobbiamo valutare se è il caso invece di mantenerlo a livello “familiare” riservato a pochi. Nel 2025 sarà ancora più interessante perché collegato ai 200 anni dalla nascita della strada dello Stelvio, considerata tra le più belle del mondo».

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