
Perché l’hanno chiamata Vigliacca? È tutta una presa in giro. L’obiettivo della pedalata, che certo non può vantare il pregio di definirsi “corsa” o ancora meno “gara”, è imparare qualcosa di nuovo.
Nulla di scolastico, di troppo filosofico, nessun insegnamento sulla vita, niente formule, regole. Anzi, a pensarci bene qualcosa di scolastico c’è. Alla fine l’alcool non si studia in fisica? O forse era chimica, ma poco conta.
L’alcool è stato il vero protagonista della Vigliacca. In realtà, se vogliamo dirla proprio tutta, l’idea di partenza non era così… alcolica. Voleva essere un percorso ludico non di certo fatto per i bambini. Ma questo è un altro discorso.
Beppe e Riccardo sono le vere menti della pedalata alcolica, che come anticipato, era nata con uno scopo diverso: far conoscere le bellezze del territorio della Franciacorta (E chi lo ha detto che i vini non rientrano tra le bellezze?)

Diciamola tutta, i due avevano avvisato che l’esplorazione della Franciacorta sulle due ruote sarebbe stata accompagnata da una visita enogastronomica. Poi il fatto che l’elemento alcool nella sua più ampia accezione “enogastronomia” abbia offuscato la vista della bella Franciacorta, quello è altro fatto.

«Volevamo un po’ riprendere l’Eroica, ma facendo un’antitesi da vigliacchi. Significa che chi voleva, poteva presentarsi in Piazza Cavour a Rovato qualunque fosse la sua bicicletta. E da veri vigliacchi abbiamo pensato a una cosa semplice già dall’inizio: una bella partenza in salita».
Ecco: l’unico vincolo era essere maggiorenni, se no con il resto della corsa ci sarebbe stato qualche problema legale. La biciclettata è nata all’interno del Pour Parler Fest, ne rappresenta la facciata sportiva e ci è anche rientrata appieno. Il festival si presenta come “il festival dei luoghi comuni” e così anche la Vigliacca. «Chi lo ha detto che il ciclista è solo quello fisicato che va tutti i giorni a fare un sacco di chilometri? Abbiamo voluto smentire questo luogo comune, infatti la Vigliacca è un percorso di 25 chilometri con salite da veri vigliacchi e oltretutto i partecipanti erano liberissimi di dire “io non ce la faccio più” e scendere dalla loro bici per sedersi sul pulmino che ci seguiva».

A rendere ancora più interessante (e alcolica) la pedalata, è stata la presenza di una madrina e due padrini. La madrina è Irene Saderini, una commentatrice sportiva d’eccellenza. Uno dei due padrini era «l’amico Moreno Moser, che se avesse voluto avrebbe fatto quei venticinque chilometri in cinque minuti, invece è stato talmente generoso da andare al nostro passo». E l’altro era Maurizio Ridolfo, un tuttofare che alla Vigliacca «ha vestito i panni di Cicerone. Si è preparato quattro tappe in ognuna delle quali raccontava un aneddoto sull’alcol alla ricerca di quella profonda e storica correlazione tra la birra o il vino e la bici. Per esempio, sapete perché si dice “a tutta birra”? A noi lo ha spiegato lui e non ve lo diciamo. Se lo volete scoprire venite l’anno prossimo alla Vigliacca, che sicuramente non partirà alle 10.30 come quest’anno perché faceva davvero troppo caldo. E poi metteremo obbligatorio l’utilizzo del casco».

Sì perché è già deciso: si farà di nuovo. È andata così bene che sono già in pista gli organizzativi per la prossima edizione, quella del 2024. Nessuno spoiler, ma un solo avviso: controllate il sito internet dell’evento a inizio giugno prossimo.
A questo punto è evidente quanto la componente alcolica sia stata la protagonista: i venticinque chilometri sono stati intervallati da due tappe, che per convenzione chiameremo enogastronomiche, con due birre e un vino. «Con molta felicità vi annunciamo che nessuno dei quaranta partecipanti si è sbronzato. E lo diciamo così felici perché non so quanto sia una buona idea pedalare sotto il sole bevendo birra e vino».
«Se possiamo aggiungere altro, vorremmo fare due apprezzamenti. Uno ai partecipanti: andavano dai 20 ai 60 anni e la cosa bella è che i meno giovani andavano di gran lunga più forte dei ragazzi. Il secondo apprezzamento, non per importanza, va alla polizia locale e la protezione civile che ci ha scortato sulle strade tenendo lontane le auto nei punti più trafficati. E anche la macchina e la moto che ci hanno seguito insieme a loro. Grazie a queste due cose la Vigliacca è stata perfetta». Beppe e Riccardo lo dicono in coro. Da bravi vigliacchi.








