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mercoledì, Maggio 27, 2026

Nimbl, come nascono le scarpe artigianali di Van Aert e Roglic

La scarpa Nimbl Ultimate nel dettaglio utilizzata da Rohan Dennis al Tour Down Under
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Negli ultimi anni sempre più professionisti hanno scelto di utilizzare le calzature di Nimbl, marchio italiano di recente fondazione, che a partire da quest’anno fornirà su espressa richiesta le proprie scarpe ad una delle migliori formazioni del WorldTour: la Jumbo Visma.

Dopo vari test effettuati in incognito dallo squadrone olandese c’è stata la scelta dell’azienda italiana, a cui è stata richiesta la fornitura per l’intero organico del 2023. La decisione non è stata casuale. In un contesto di livello assoluto, ogni decisione sui materiali da utilizzare viene presa in funzione dei marginal gains e dei vantaggi che possono essere ottenuti sulle prestazioni.

Una richiesta difficile da soddisfare per una realtà artigianale, come ci ha detto il fondatore Francesco Sergio, che a fronte del grande successo riscontrato deve mantenere attivi gli stabilimenti sette giorni su sette per accontentare l’intera clientela.

Per la squadra olandese una lavorazione davvero da Formula Uno. La dotazione offre diverse soluzioni a seconda del percorso, la scarpa cambia a seconda delle difficoltà da affrontare e si adatta di conseguenza. Ad esempio una scarpa da salita viene realizzata per essere più leggera possibile e si aggira sui 150/160 grammi circa, mentre quella per le cronometro non avrà i Boa per avere meno attriti.

La Nimbl è specifica per ogni atleta:

La calzatura è diversa a seconda del corridore da supportare e del peso che dovrà sostenere, di conseguenza un passista che pesa 80 chili avrà una scarpa diversa da uno scalatore di 60. Prima non si era mai pensato a una cosa del genere, nonostante la scarpa sia uno dei punti di appoggio più importanti. Per la truppa olandese è previsto un servizio h 24. Il tempo di realizzazione e consegna, direttamente all’atleta, per scarpe totalmente su misura è di appena tre giorni, in casi di estrema emergenza addirittura si possono produrre in appena tre ore.

Il marchio ha nel suo nome l’essenza del prodotto: Nimbl deriva dall’aggettivo inglese “nimble” che significa agile, veloce e leggero. Il brand è nato nel 2019, con la collaborazione nella produzione dell’artigiano marchigiano Luigino Verducci (poi inglobato da Nimbl a partire dal 2020) e lo sviluppo dei primi prototipi con i feedback di Cummings e Thomson, al tempo atleti WorldTour nel team Dimension Data, che hanno dato le indicazioni fondamentali per aggiustare il tiro e orientare l’azienda verso il prodotto d’eccellenza attuale. Le calzature sono interamente realizzate a mano in Italia, a partire dalla suola in carbonio fino alla tomaia, con un’attenta lavorazione artigianale e massimo controllo dell’intero processo produttivo.

Proprio nella suola lo stack, ossia la distanza fra piede e pedale, è di appena 1,8 millimetri, una cifra molto inferiore rispetto alla media della concorrenza. Risultato dello studio degli ingegneri dell’azienda italiana, che hanno unito tradizione ed innovazione, con una forma che segue anatomicamente la conformazione del piede. Il fondo della scarpa nella parte posteriore prosegue con un unico pezzo in carbonio che sostiene ed avvolge la zona del tallone.

Il marchio ha nel suo nome l’essenza del prodotto: Nimbl deriva dall’aggettivo inglese “nimble” che significa agile, veloce e leggero. Il brand è nato nel 2019, con la collaborazione nella produzione dell’artigiano marchigiano Luigino Verducci (poi inglobato da Nimbl a partire dal 2020) e lo sviluppo dei primi prototipi con i feedback di Cummings e Thomson, al tempo atleti WorldTour nel team Dimension Data, che hanno dato le indicazioni fondamentali per aggiustare il tiro e orientare l’azienda verso il prodotto d’eccellenza attuale. Le calzature sono interamente realizzate a mano in Italia, a partire dalla suola in carbonio fino alla tomaia, con un’attenta lavorazione artigianale e massimo controllo dell’intero processo produttivo.

Proprio nella suola lo stack, ossia la distanza fra piede e pedale, è di appena 1,8 millimetri, una cifra molto inferiore rispetto alla media della concorrenza. Risultato dello studio degli ingegneri dell’azienda italiana, che hanno unito tradizione ed innovazione, con una forma che segue anatomicamente la conformazione del piede. Il fondo della scarpa nella parte posteriore prosegue con un unico pezzo in carbonio che sostiene ed avvolge la zona del tallone.

In un ciclismo che va sempre più veloce e va sempre più incontro all’omologazione dei prodotti, c’è ancora spazio per prodotti artigianali. I numeri sono dalla parte di questa nuova realtà e testimoniano la sua crescita in maniera eloquente: dai due atleti del 2019 quest’anno sono 120, con inclusi tanti campioni e corridori di primo piano come Van AvermaetFuglsangFroome (precursore nella cura dei particolari che gravitano intorno alla perfomance) e lo scorso anno anche Nibali, oltre a tutti i campioni della Jumbo.

Nonostante la storia recente e la partenza in un periodo storico piuttosto difficile, la Nimbl sta trovando largo consenso e sembra destinata a diventare un riferimento del settore.

Per ulteriori informazioni, www.nimbl.cc

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