E’ scivolato sul fango a bordo strada ed è travolto e ucciso da un camion su una strada della pianura lombarda, tra Vidigulfo e Landriano. La vittima di questo dramma, avvenuto venerdì pomeriggio, è Luigi Capellani, 76 anni, uno dei più noti cicloturisti e randonneurs di casa nostra. Era uno dei tre soli italiani che hanno portato a termine con successo per ben sei volte la leggendaria Parigi-Brest-Parigi, una delle classicissime del ciclismo.

Capellani, tesserato per il GS Corsera, aveva iniziato con le gran fondo (“9 Colli” , Fausto Coppi, Milano-SanrRemo, Maratona delle Dolomiti, Felice Gimondi, Campagnolo-Sportful e Liegi-Bastogne-Liegi), poi si era dedicato alla conquista delle più famose salite d’Europa, dallo Stelvio al Galibier, dallo Zoncolan al Mont Ventoux, dal Gavia al Gran Sasso. Faceva parte del Club dei 100 Colli, una confraternita che accoglie i più irriducibili grimpeur: oltre 2.000 passi al suo attivo. Infine si era orientato verso le ultracycling: oltre alla PBP nel suo curriculum compaiono la Londra-Edimburgo-Londra, la Boston-Montreal-Boston, la Milano-Roma, la Roma-Bergamo, la Trondheim-Oslo e la Bordeaux-Parigi. Non disdegnava gli sterrati: la sua impresa più prestigiosa la Lhasa-Katmandu, sull’Himalaya, 1.200 chilometri tutti ad oltre 5.000 metri di quota.










