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giovedì, Settembre 10, 2026

Un pizzico di attenzione in più per salvare tante vite

Bisogna avere il massimo rispetto possibile quando ci si mette alla guida di una macchina!
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Stiamo assistendo a una triste sequenza di incidenti che coinvolgono ciclisti con conseguenze, purtroppo tragiche, spesso per una mancanza di attenzione da parte degli automobilisti.

Dalla notizia di Davide Rebellin che è si è diffusa rapidamente grazie alla sua notorietà , a una serie di incidenti che hanno visto coinvolte persone normali. Amanti del ciclismo o semplici commuter.

Due ruote che trasportano una persona piena di vita e dopo una stupida disattenzione, il tragico epilogo.

Mi capita spesso di percepire ostilità quando giro in bici da strada. Un’ostilità che talvolta si trasforma in odio perché costringe un automobilista a deviare la sua traiettoria per non colpire un “inutile” fruitore della carreggiata.

Rasette al limite della sbandata, imprecazioni, automobilisti che sulle rotonde ti tagliano la strada. Mi chiedo sempre dove stia il motivo di questa strana rivalità tra simili.

Il racconto:

Tempo fa mi accinsi ad attraversare in bici delle strisce pedonali. Sussistevano le condizioni espresse dall’articolo 182/CdS cap. 4. Non c’erano pedoni sulle strisce e le condizioni di traffico erano molto tranquille. Mentre mi approssimavo ad impegnare l’attraversamento sentii una forte accelerazione e vidi una macchina arrivarmi addosso fino quasi a urtarmi. Quando, piuttosto adirato, lo feci fermare per insegnargli l’educazione mi rispose che sulle strisce dovevo andare a piedi. Alla mia pronta replica e all’invito, confesso, non molto cortese, di chiamare i vigili, il leguleio da strapazzo ingranò la prima e se la diede a gambe. Questo è uno dei tanti aneddoti che potrei raccontare per far capire a chi non è un ciclista l’assurda antipatia di certi automobilisti verso di noi. Un’antipatia del tutto arbitraria, ingiustificata e talvolta anche molto pericolosa.

Un ciclista è un uomo come te, sì caro automobilista, proprio come te che alla sera torni dal lavoro stanco e sei felice di rivedere la tua famiglia, di abbracciare i tuoi figli. E allora perché questo risentimento?

Mancanza di attenzione ed opinioni comuni:

Spesso ho sentito persone scagliarsi, in qualche discussione da bar, contro quel ciclista che lo ha costretto a spostare di qualche centimetro la sua direzione di marcia e magari discutere della sanità mentale di coloro che si mettono alla guida di un mezzo con delle ruotine che ti fanno rischiare la vita ad ogni curva.

Eh no, caro automobilista, non sono le ruotine che mi fanno uscire di strada ma sei tu che mi odi senza che ti abbia fatto niente e che magari guardi il telefono invece di guardare la strada o che stai pensando alle tue faccende e non stai lì, presente, attento a non provocare tragedie in giro per le strade.

È un fenomeno tipico quello di dividersi in categorie: ciclisti contro automobilisti, camminatori contro ciclisti, juventini contro milanisti, intellettuali contro sportivi, patriottisti contro esterofili. Si potrebbe continuare all’infinito.

Dovremmo imparare a guardare a quello che ci unisce invece di badare a ciò che ci divide.

Pensaci, quando vedi un uomo come te in bici, pensa che siete identici, provate gli stessi sentimenti, le stesse paure e le stesse gioie e solo perché ha un mezzo più piccolo, e molto meno pesante, non significa che non abbia il diritto di viaggiare su quella strada e tornare a casa dalla sua famiglia.

Rallenta quando vedi un uomo su una bici, aspetta il momento di poter allargare per non rischiare di toccarlo e pensa a quanto ti fa piacere quando un altro automobilista ti concede la precedenza e alza la mano per salutarti.

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