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giovedì, Settembre 10, 2026
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Cicloturisti, che boom in Italia: nel 2022 sono stati 31 milioni, giro d’affari di 4 miliardi

Un gruppo di cicloturisti in azione: in Italia il 2022 è stato l'anno del boom
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L’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart) ha presentato il 3° Rapporto nazionale sul Cicloturismo in Italia realizzato per l’Osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di Commercio e promosso con Legambiente. Dalla ricerca emerge che nel corso del 2022 le presenze in Italia legate al cicloturismo sono state pari a 31 milioni. Un boom straordinario che testimonia la capacità del turismo italiano di uscire rapidamente dall’impasse creato dalla pandemia. E’ raddoppiato rispetto al periodo pre-Covid, a livello nazionale, il numero di coloro che trascorrono una vacanza in bicicletta..

Nel recente Bike Summit, tenutosi a Vasto, sul litorale abruzzese, è stato sottolineato anche il ragguardevole impatto economico del fenomeno: la spesa per consumi turistici nei luoghi di vacanza generata dai cicloturisti è stimata per l’anno in corso in quasi 4 miliardi di euro. Il 2022 sta segnando, in particolare, un progresso dei cosiddetti cicloturisti “puri”, ovvero quei turisti per i quali la bicicletta è una delle principali motivazioni di scelta della destinazione: si stimano per quest’anno 8,5 milioni di presenze turistiche che rappresentano il 28% dell’intero movimento cicloturistico ed hanno generato una spesa stimabile in circa un miliardo di euro.

Il 2022 è stato l’anno del boom per i cicloturisti: 31 milioni in Italia


“Il cicloturismo è un fenomeno che va analizzato e compreso in una logica di complementarità – sottolinea Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart –. Infatti, persino il cicloturista ‘puro’ non trascorre tutta la vacanza su due ruote ma si dedica a numerose attività per vivere il territorio.  Un turista che predilige il contatto con la natura, amante dell’enogastronomia e dell’artigianato locale, molto attento a quell’insieme di valori legati alla sostenibilità economica, sociale e ambientale che rappresentano un patrimonio del turismo italiano su cui è vincente puntare e investire”.
Il cicloturismo è un fenomeno trasversale che accomuna tutte le fasce d’età̀. La maggior parte dei cicloturisti “puri” appartiene alla generazione dei Millennial (il 41%) e alla Generazione X (il 30%), pertanto oltre i due terzi si collocano nella fascia compresa tra i 26 ed i 57 anni.  Percentuali inferiori si registrano tra i giovanissimi (il 10% appartiene alla Generazione Z) e, ovviamente, tra i più̀ anziani.

Per l’industria della ricettività turistica, rileva Isnart, si tratta di una tipologia di clienti molto ricercata.  Per il viaggio, un cicloturista “puro” italiano spende in media 95 euro, mentre un cicloturista straniero arriva a spenderne 215. Per l’alloggio, invece, l’italiano spende in media 48 euro al giorno contro i 59 di chi proviene dall’estero. A ciò si aggiungono le spese accessorie: 70 euro gli italiani e 68 gli stranieri.

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