Maratona delle Dolomiti, i consigli di Miguel Indurain per affrontarla al meglio: «Sarà importante gestirsi e alimentarsi»

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Miguel Indurain, ambassador Enervit alla Maratona delle Dolomiti
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Cinque Tour de France, due Giri d’Italia, un oro olimpico e un campionato del mondo nelle prove contro il tempo. Non capita tutti i giorni di poter pedalare al fianco di un campione come Miguel Indurain, ambassador di Enervit alla Maratona delle Dolomiti.

Superata la notte, i tantissimi iscritti alla Gran Fondo, al percorso medio e al corto si sveglieranno all’alba per pedalare tra i mitici passi dolomitici, che tante gioie hanno regalato a Indurain. Con il “Navarro” andiamo allora a cercare di conoscere i segreti della Maratona e non manchiamo di dare qualche consiglio ai tanti appassionati che ci seguono.

Indurain, ormai ci siamo: anche tu pedalerai al fianco di migliaia e migliaia di cicloamatori. Che effetto ti fa tornare sulle Dolomiti?

«Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Giau, Falzarego. Che dire, siamo davanti alla storia del ciclismo e del Giro d’Italia. Ma da ormai diversi anni sono diventati il simbolo anche della Maratona delle Dolomiti, un appuntamento che cerco di non saltare mai per la bellezza di questo territorio. Qui ho combattuto tante battaglie, una delle più belle con Claudio Chiappucci nel 1993».

Che percorso affronterai?

«Devo ammettere che non sono molto allenato. Ho 57 anni e non esco tutti i giorni in bicicletta, comunque con il team di Enervit decideremo strada facendo. Credo di poter reggere bene il medio, con Davide Cassani spingeremo sul gas!»

Dall’alto della tua esperienza, che consiglio credi di poter dare a chi domani affronterà la Maratona delle Dolomiti?

«Di gestirsi. Centotrentotto chilometri, per chi fa il lungo, non sono pochi, soprattutto con questo dislivello. Partire troppo forte rischierebbe di compromettere la seconda parte e il Giau e il Falzarego non perdonano. Io consiglierei di trovare il proprio ritmo sulle salite, senza forzare troppo specie su i primi passi. Poi se si sente di avere la gamba giusta si può iniziare ad accelerare un po’. Occhio alle discese, alcune sono molto tecniche».

Tu sei qui come ambassador Enervit. Anche l’alimentazione in corsa è importante in una giornata così dura…

«Assolutamente sì. Farà anche piuttosto caldo, quindi è bene restare sempre idratati. Poi i consigli sono sempre quelli, trovare il giusto equilibrio nell’alimentazione e nell’integrazione. Enervit ha pensato a un kit preciso con prodotti da assumere prima, durante e dopo la gara per non farsi mancare nulla. Attenzione perché avere una crisi di fame su queste salite è molto facile».

Come è cambiato il mondo dell’alimentazione per un ciclista dagli anni ’90, quando correvi tu, ad oggi?

«È cambiato moltissimo. Quando correvo io si dava molta meno importanza a quest’aspetto, ma già allora iniziavano a vedersi i primi progressi, anche se non si andava troppo oltre i sali minerali e le barrette. Oggi è un po’ più semplice perché le squadre sono ricche di nutrizionisti e dietologi che aiutano l’atleta a non sbagliare e assumere i prodotti più giusti ed efficaci».