Gran Fondo Penice 2022, classifiche: show per 500 a Varzì per la Coppa Piemonte Drali

Il gruppo coloratissimo della Gran Fondo del Penice 2022
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Pedalare e affrontare una competizione sulle salite appenniniche non è semplice e non è banale. Non lo è perché la tecnicità dei percorsi è sempre elevata, non lo è perché le difficoltà si ripartiscono tra salite arcigne, discese dove è fondamentale saper guidare la bicicletta e tratti vallonati che obbligano ad un grande dispendio di energie. Per dare un riferimento misurabile delle difficoltà si pensi che il percorso lungo pur di soli 121 km, il minimo per essere propriamente detto Gran Fondo, contava quasi 2500m di dislivello alla Gran Fondo Penice 2022.

Se poi, anche questo meteo pazzo ci mette del suo, allora le difficoltà aumentano in maniera esponenziale e non stupisce dunque che dei 750 iscritti poco più di 500 abbiano effettivamente preso il via. Nelle classifiche della manifestazione che ha visto primeggiare sul percorso Lungo Luca Chiesa e Lisa Aime’, mentre sul medio i piu’ veloci sono stati Filippo Ghiron e Monica Trinca Colonel.

E poi ci sono quelle strade che, per quanto importanti vie di comunicazione tra le valli e in condizioni migliori se paragonate ad un recente passato, hanno ancora un asfalto “complicato” e meritevole di ulteriori attenzioni dagli enti preposti.

Ma tant’è, la Gran Fondo Penice 2022 si conferma una manifestazione amatoriale sostanziosa, con una planimetria che prevede la partenza in salita e un tracciato che cerca un equilibrio con le esigenze viabilistiche di una zona, Valle Staffora e la strada che sale a Varzi in particolare, punto di snodo tra quattro regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria.

Gran Fondo Penice 2022: il racconto della gara dalla partenza all’arrivo!

La partenza con il naso all’insù, impegnativa e a freddo, che spacca le gambe e i polmoni, ma anche una sorta di deterrente che limita il pericolo delle alte velocità e sfilaccia il gruppo numeroso prima della discesa. La direzione è quella del Passo Penice, una palestra e una zona test: era la salita preferita di Berzin e si vocifera di un passaggio della corsa rosa nel prossimo futuro. Chissà! È un antipasto che porta nell’interno della cresta appenninica e che fa scendere i partecipanti verso la Val Tidone e la memoria ci porta alle sorelle Granfondo Val Tidone e Granfondo Casteggio, organizzate sempre dalla ASD Sant’Angelo.

Un balzo temporale ci porta alla divisione dei percorsi, 50 chilometri circa dopo lo start ufficiale, ben posizionato, non in discesa e dove la velocità è relativamente ridotta. Il percorso corto rientra verso la zona boschiva di Calghera e Sant’Albano, con qualche strappo oltre il 10% e tanti tratti dove è necessario avere tanta forza. Il lungo affronta per la seconda volta l’erta del Penice, dal versante di Casa Matti, ovvero quello affrontato in discesa circa un’ora prima. Una bella soluzione, che permette ai neofiti di queste zone di avere coscienza di causa, anche nell’affrontare la discesa che riporta nell’abitato di Varzi; la discesa corrisponde alla salita della partenza. Purtroppo, qui è da segnalare qualche punto dove la montagna ha posto le sue condizioni, portando in strada fango e roccia dopo il gran temporale della notte.

Non è finita qui, perché giusto un amen e si riprende a salire verso il borgo di Pietra Gavina, un balcone sulla valle. Salita di 5 chilometri, non troppo esigente se affrontata con gambe fresche, ma dopo quasi 2000m di dislivello e 90 chilometri, la fatica inizia a farsi sentire, anche per via del grosso sbalzo di temperatura. Tutte le discese sono state condizionate da un asfalto bagnato, umido e viscido, perché dagli oltre 30° del sabato, si è balzati dentro un turbine di temperature autunnali, nebbia e scarsa visibilità e vento temporalesco. Peccato, ma il meteo non si può comandare. Nella zona di Valverde l’incrocio dei percorsi e gli ultimi scorci di gara, tra vallonato impegnativo, la discesa veloce verso Ponte Nizza e gli ultimi 10 chilometri di strada statale verso il centro varzese. 

Che bella location, con tanti parcheggi non a pagamento e i padiglioni della fiera completamente a disposizione dei partecipanti, a conferma della forte vocazione ciclistica di Varzi. È vero, non siamo sulle cime alpine e non siamo all’interno di un contesto turistico che investe ingenti somme anche nella promozione sportiva legata al turismo e anche per questi motivi una granfondo come questa va elogiata, sicuramente migliorata in alcune sue parti, ma anche sostenuta. È bella, con il suo nuovo tracciato rinnovato in alcuni segmenti, non è così dispendiosa ed è confezionata da un gruppo di appassionati che il ciclismo lo vive in modo intenso.