La Fausto Coppi Officine Mattio, Lauro e il popolo dei ciclisti: «C’è il desiderio di eventi iconici»

Gran Fondo La Fausto Coppi
Uno dei passaggi più suggestivi de La Fausto Coppi Officine Mattio, tra i "muri di neve" del Fauniera, in una foto d'archivio del 2018
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Che sogni popoleranno le notti di quelli che aspettano la magnifica Gran Fondo La Fausto Coppi Officine Mattio? Quelle strade che tra polvere e cemento hanno scritto pagine indelebili della storia del ciclismo e che offrono enormi contenuti da amarcord, in ogni angolo e su ogni metro percorso sono pronti a riaccendere la nostra più grande e vera passione: quella della bicicletta.

La Fausto Coppi Officine Mattio: in 2800 sulle strade del Campionissimo

Quicicloturismo.it con Davide Lauro, co-organizzatore de La Fausto Coppi Officine Mattio, cerca di delineare il quadro della situazione della gara in programma a Cuneo il prossimo 27 giugno: «Abbiamo riaperto le iscrizioni la scorsa settimana. Gli iscritti del 2020 stanno inviando le loro conferme e ne arrivano di nuove per quest’anno. L’evento sarà a numero chiuso e stiamo per completare anche l’ultimo slot di richieste. Abbiamo circa 600 posti ancora. In totale saranno 2.800 gli iscritti».

Le aree-ristoro e i rifornimenti saranno studiati e preparati nei minimi dettagli: «Ci saranno le mono-porzioni per evitare contatti tra utenti e cibo. Il pasta-party non sarà quello tradizionale, ma lo svolgeremo in una versione più asettica con un launch-box».

Fascino, epica, emozione, classe. L’essenza dello sport e del ciclismo racchiusa ed esaltata in due percorsi spettacolari: Gran Fondo da 177 chilometri con 4125 metri di dislivello complessivo e Medio Fondo di 111 chilometri con 2500 metri di dislivello. Il comitato organizzatore e il team di volontari, vogliono regalare una giornata magica agli appassionati delle due ruote silenziose che vivono in simbiosi con la natura: «La passione per lo sport, la richiesta di momenti di condivisione degli sportivi e la forte sinergia con le Amministrazioni, ci danno la forza per andare avanti. Il popolo dei ciclisti desidera eventi iconici, storici, belli e che diano un senso di appartenenza. Per fare tutto questo ci vuole un mix di diverse componenti, anche una dose di follia».